giovedì 23 febbraio 2012

Remembering Macao.


Nell'ottobre del '99, prima dell'handover, a Macao c'erano ancora dei portoghesi. Due di loro, dal viso oblungo, cupissimo e dignitoso da quadro di Velasquez, erano i concierge del mio modesto alberghetto. I loro modi formali e cerimoniosi reggevano probabilmente da soli le due stellette assegnate dalla Lonely Planet.
Ero così ingenua che ci misi un giorno ad accorgermi che la torma di ragazzette cinesi stazionanti nella hall non era di turiste (ci avrei messo anche di più se non avessi preteso un letto matrimoniale al posto dei twin bed. I due imbarazzatissimi Velasquez cercarono di svicolare in ogni modo, per poi cedere e portarmi al secondo piano. Dove l'agognato due piazze troneggiava in stanze senza armadi né finestre: le tendine a fiori si aprivano su un muro di mattoni che nessuno dei clienti, avendo di meglio da fare in quell'oretta, avrebbe mai scoperto).
L'intera città sembrava abbandonata a se stessa da almeno un decennio, occupata casualmente da cinesi di passaggio senza intenzioni durature. Davanti al vecchio Casino Lisboa, l'unico di Macao e dell'intera Cina, stazionavano russe dall'aria scazzata che fumavano in attesa di clienti in cerca di biondi esotismi. A Coloane mangiai piatti sino-portoghesi buoni come mai più ne ho trovati.
La splendida, orgogliosa e modernissima Hong Kong, a soli 40' di traghetto, sembrava più lontana della luna.

mercoledì 22 febbraio 2012

Macao - 2


Oggi il vecchio Casino Lisboa fa quasi tenerezza, surclassato com'è dalle decine di modernissimi mostri sorti come funghi sulle isolette di fronte.

 
I cinesi hanno liberalizzato il mercato delle sale da gioco, togliendo il monopolio a Stanley Ho; il risultato è che da un pezzo Macao ha superato Las Vegas come capitale mondiale del gioco d'azzardo. Ecco il Galaxy:


Il Gran Lisboa:


E soprattutto il Venetia, un'intera città completa di canali e campielli ricostruita in interni, un gigantesco set cinematografico, un non-luogo talmente assurdo che finisce per avere un suo perverso perché, probabilmente come quella voglia di abbrutimento che ci spinge ogni tanto ad andare da Mc Donald's (per la cronaca Bree preferisce Burger King, dice che la carne cotta alla griglia è meglio di quella sulla piastra):





martedì 14 febbraio 2012

Macao - 1

Chi subisce il fascino dell'assurdo, prima o poi dovrebbe  fare una capatina a Macao. L'intera città, prima e ultima colonia europea in Cina, fu fondata dai portoghesi nel 16° secolo e da loro amministrata fino al 20 dicembre 1999, data in cui passò definitivamente sotto il controllo cinese, sia pure a statuto speciale.

Il senso di totale surrealtà nasce da svariati motivi, in primis dal sembrare tutt'ora una sonnacchiosa cittadina di confine fra Portogallo e Spagna, chessò, Tavira:




Peccato che gli abitanti siano ormai solo cinesi. Il fatto che nessuno di loro sappia leggere i nomi delle strade sembra un dettaglio del tutto trascurabile. Provate a chiedere a un tassista di portarvi a Rua do Nascimiento o verso Avenida Libertade, si volterà indignato chiedendovi: "Shen ma?" (trad. "Eh? Machestaiaddì?").
Per fortuna c'è qualche pratica insegna bilingue sino-português (naturalmente qui l'inglese non esiste, al solito):


I cortili e i balconi delle case sembrano gabbie per uccelli; ogni tanto fra le sbarre potrete trovare qualche santino: "Mao che converte i portoghesi al sol dell'avvenire"?



lunedì 6 febbraio 2012

Think pink.

Sopravvissuta anche quest'anno: dopo quindici giorni ininterrotti di contraerea, ieri sera gran finale di botti e fuochi d'artificio per la Festa delle Lanterne, l'ultimo giorno festivo del Capodanno cinese. Siamo dunque finalmente nell'anno del Drago, il segno più misterioso e potente dello zodiaco, nonché l'unico animale mitologico in uno zoo astrale solitamente più terra terra comprendente ratti, cavalli, scimmie, serpenti, conigli e buoi. Speriamo porti bene, intanto è già molto non essere andati a fuoco, come successe due anni fa al super albergo di lusso di fronte a casa. E' vero che stavolta erano preparati:


Tradizionalmente la Festa delle Lanterne segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Il fatto che la temperatura oscilli fra i -15° e i +5° non sembra turbare minimamente i locali, che invece di rinominarla Festa del Freezer o Drago congelato, ripiegando su più acconci abeti natalizi, insistono con questi ameni peschi di plastica:


Notare le hongbao (buste di carta rossa tradizionalmente contenenti regali in denaro), appese: il cinese, si sa, è pragmatico, quindi anche la decorazione deve avere una sua utilità propiziatoria secondo il radicato principio zen del: 'e che stiamo mica qui a pettinare bambole'.
Aspettando che l'hongbao faccia effetto per tutti noi, incrocio le dita e spero intanto in una pronta rimozione degli orridi archi di trionfo in pesco rosa, think small.



giovedì 12 gennaio 2012

Via col vento.

Nel giro di dieci ore siamo passati da un livello di inquinamento record 500 (più di 150 voli annullati, avvisi di restarsene chiusi in casa, ecc) a 40.  Praticamente dall'interno di Fukushima alle alpi svizzere in un fiat, e senza nemmeno varare la zona C. Pisapia sta crepando d'invidia, I suppose.

domenica 30 ottobre 2011

Fenomenologia dello straccetto.


E' riuscita a passar sopra a molte cose: la mancanza di un forno, le scope con il manico alto 40 cm che obbligano a spezzarsi la schiena, i piatti da lavare a mano perché lavastoviglie non ce ne sono. Ma sulla faccenda dello straccetto Bree non riesce proprio a darsi pace.

E' onnipresente: ovunque si vada, musei, abitazioni private, shopping mall, ci si imbatte in almeno un'inserviente che strofina stancamente o energicamente un cencio su modanature, vetri, maniglie, porte, pulsantiere di ascensori, addirittura nastri di scale mobili. Il problema è che non si scorge un secchio con l'acqua nel raggio di dieci miglia, che lo straccetto ha quella stanca sfumatura fra il grigio topo e il beige sporco e che ha tutta l'aria di non essere mai, mai stato sciacquato. Variante pavimento: secchio semivuoto con mocio passato e ripassato su superfici di 400 mq almeno. Naturalmente di detergenti o spray vari neanche l'ombra, e perché mai quando c'è l'olio di gomito?

La povera Bree, tirata su a dosi massicce di caroselli e affini con casalinghe psicotiche che pulivano con allegria furiosa pavimenti e mobili già risplendenti di loro, nonché convinta dell'assoluta necessità di possedere panni differenziati a seconda delle superfici da trattare e dei detersivi impiegati, considera la cosa una specie di insulto personale orchestrato su larga scala.
Per lei il fatto che una poveretta sia pagata per spostare lo sporco e per dare l'idea platonica di esser lì a faticare per noi, solo l'idea appunto - conta il gesto, mica il risultato - è veramente troppo. Sono anni che cerco di intortarla con la bellezza zen della faccenda svincolata dal suo bieco materialismo, dall'obbligo della performance che tutti ci stressa; cito i surrealisti, i dada, il teatro dell'assurdo eccetera.

Invano. Bree è bassamente ancorata a frusti cliché vetero femminili e da quelli non schioda, passando ogni volta davanti alla straccettante con un sospiro di esasperazione per quello spreco continuo di tempo e risorse umane.


sabato 15 ottobre 2011

I-dà-lò!

Come già vi avrà detto Google, oggi è l'88esimo anniversario della nascita di Italo Calvino, autore letteralmente adorato in Cina e continuamente tradotto, letto e studiato. Anni fa ci fu una vera e propria calvinomania, con artisti, intellettuali e professori che citavano il Nostro a ogni pié sospinto, dedicandogli opere o ispirandosi ai suoi libri.
Ogni tanto incrocio la gente più svariata, tassisti, impiegate, studenti, che alla risposta I-dà-lì-ren -italiana- si illuminano. So che un secondo dopo mi diranno "Idàlò Calvino!" con aria estasiata e complice da parola d'ordine per bibliofili clandestini. Oddio, qualcuno invece mi cita Paolo Maldini e Roberto Baggio, ma percentualmente il buon vecchio calvin li batte 5 a 1, e sono soddisfazioni.