lunedì 1 dicembre 2008

Yi fu=Clothes.

kù zi = pants
wà zi = socks 
mao yi= sweater
chèn shan=shirt/blouse
qùn zi= skirt. Also dress.
A questo punto, entrambe le mie entità demoniache insorgono all'unisono: Bree per amor di precisione, la rediviva Carrie Bradshaw per amor di moda. Come, skirt and also dress! Già passiamo sopra alle minigonne, alle gonne gipsy, a trapezio, a godet, a kilt, a palloncino, a tubo o a portafoglio. Stendiamo anche un velo sulla categoria wà zi, che comprende dal calzettone da basket in spugna all'autoreggente ipervelata. Ma skirt-and-also-dress è troppo! Possibile che non esista un termine un po' più preciso per questi due universi paralleli della moda? Possibile, anzi, ringrazia dio che non ti deporto per sei anni in un campo di rieducazione con una bella tuta maoista in tela verde fango, sembra dire a domanda l'amabile maestra. 
Insomma, io gli ideogrammi non li leggo, ma a questo punto mi noleggio un sinologo solo per il gusto di farmi tradurre una copia di Vogue China. Immagino che gli articoli siano tipo: "Quest'anno Dior ha proposto, beh, insomma, delle gonne. O erano vestiti?" Fantastico, probabilmente l'editor in chief è un camionista di Kunming, e il foreign correspondent è Joe SixPack from Wasilla. 
E "capetti"? Come si dirà "capetti"? 


2 commenti:

Daniela ha detto...

...e boa di struzzo? Il primo che dice "boa-di-stluzzo"...

niki ha detto...

Qui non abbiamo questi problemi... mettono schifezze e danno nomi tipo Menettom...