martedì 25 gennaio 2011

EE

L'Evento degli Eventi (da qui in poi EE per comodità), si è rivelato sempre più esclusivo e vagamente minaccioso grazie a una serie di mail annuncianti che nuove comunicazioni sarebbero seguite, stay tuned, e di cartoncini spessi come tavolette di legno che invitavano via via all'esclusivo cocktail, all'ancora più esclusiva sfilata, alla ristrettissima cena placée, al concerto dell'iconica band Pet Shop Boys e all'esclusivissimissimo party con coppia di djs glamourelli imbarcati direttamente da Londra (mi figuro che a questo punto la faccenda a forza di escludere plebei probabilmente comprenderà solo me, miuccia e i due Dan, in una specie di serenata-techno a quattro). Una volta collezionati tutti e cinque i mattoncini-invito sono diventata la donna più invidiata di Pechino, nonché la più in crisi per non sapere che cosa mettere in un'occasione di tale portata cosmica.
Bree van de Kamp, la mia metà casalinga psicotica con cui convivo conflittualmente da quando sono qua, suggeriva una puntata al più vicino negozio prada per rifornirsi degnamente, ma la mia metà pastore puritano protestante ha rifiutato sdegnosa, non è elegante vestirsi come una testimonial pagata dalla maison, più il costo allucinante dei capetti stessi, già tale quando la vostra casalinga disponeva di inadeguato stipendio, figurarsi ammo'.
No, opto per un meraviglioso abito vintage di merletto nero fine anni '50, sarà un' elegante allusione alla celebre collezione merlettosa di madame e buona lì. Sono fiera di me per questa scelta sobria e signorile che tutti i troubles si porta via.
Un cavolo.
Giunta al grande giorno scopro con orrore che il punto vita fine anni '50 implica un sottoabito con stecche di balena e una circonferenza di circa 20cm. raggiunta con una penosa scena fra me e la mia ayi stile Rossella O'Hara e mamie in cui io sono mamie. Non so come, ma ce la faccio a entrare nel vestito. Va tutto bene. Sono bellissima. Devo solo smetter d rsprire pr le prssim stte or.
Le tavole della legge ovviamente non entrano in nessuna pochette da sera di cui disponga.
Le stivo in qualche modo rinunciando alla macchinetta fotografica, che poi fa parvenu, meglio no.
La sede dell'EE è al CAFA, il più bel museo di arte contemporanea di Pechino, progettato da Isozaki. La scenografia è di Rem Koolhaas, l'archistar della torre escheriana per la CCTV. Lo chef della cena è il tre stelle michelin Cracco. Una parte di me comincia a chiedersi se tutta la faccenda non sia un filino surdimensionata, ma son pensieri da joesixpack di provincia, perdonatemi.
C'è una certa folla, benché sicuramente esclusiva. Free-flow di champagne. Le vestali dello staff sono tutte uguali ed esclusive anch'esse nel senso che proprio escludono ogni forma di sia pur velata seduzione, in nero penitenziale, capelli lisci con cerchietto, scarpe basse, neanche un filo di trucco. In realtà siamo tutti in nero, ovvio, riuniti nel sacro culto di Nostra Signora del Minimal, tranne le giornaliste di moda che per distinguersi osano sobrie mises tipo maglia marinaretta su pantapigiama di paillettes oro. La sfilata è ovviamente in ritardo per via delle celebrities che fanno a gara a chi arriva per ultima. Siedo, grazie al cielo, ad almeno cinque sedie di distanza dai posti vuoti.
Non è sia un granché nel memorizzare le cinesi, ma riconosco almeno Maggie Cheung, Cecilia Chang e, per ultima, Gong Li. Dio mio, ma quanto sono belle?
La sfilata è notevole, abiti fra il charleston e gli anni '40, stile Josephine Baker meets Carmen Miranda. La cartella stampa si lancia in definizioni tipo minimal-baroque, qualunque cosa voglia dire. Colori insolitamente forti e brillanti, scarpe deliziose (sospiro di desiderio frustrato, piccolo che se no saltano le cuciture).
Durante l'EE vengo squadrata in modo sempre più inquisitivo dalle vestali: quel mio vestito merlettoso si vede che è bello ma non è Suo, sarà mica un'imitazione? Incomincio a sentirmi a disagio perché ho il rossetto, la collana e i tacchi e continuo, orrore, a sembrare una donna e non una religiosa in clausura. Maledette minimaliste milanesi!
Per fortuna cominciano i Pet Shop Boys. Guardo il concerto da una postazione sopraelevata. Appoggiata alla balaustra, rifletto ad alta voce che mi sento alquanto vecchia: ricordo quando c'erano le luci degli accendini, oggi sono solo quelle degli i-phones. "Figurati io", una voce improvvisamente al mio fianco. E' proprio Lei-in-persona, sorride. Probabilmente è questo il vero EE.

8 commenti:

elena ha detto...

Mi fanno morire dal ridere i tuoi post "dall'altro mondo".
Complimenti, sei proprio una forza!

Anna Maria ha detto...

Ma l'abito nero di merletto vintage è quello del nuovo avatar? Mi sembrava un modello d'antica fattura, dev'esser bellissimo.

Mav ha detto...

Sì, è lui, bllissm, no? Se sl ptess rsprare!

sergio ha detto...

Io e Mauro Abrami, da dietro due caipiroske, ti leggiamo e ti vogliamo bene!

Mav ha detto...

grzie cari, vvbn nch'io! (grazie all'apnea posso finalmente scrivere come i supergiovini d'oggi)

Costantino ha detto...

Un post divertente e dissacrante.
Complimenti.

Biquer ha detto...

ha ha ha! superfichissimo. Ma sei una Galmour-spy in trasferta?

KillingTime ha detto...

E allora? Meno male che ero io quello che scriveva poco...