domenica 23 novembre 2008

Casalinghe in prima linea.

Scena: interno di un gigantesco campus scolastico che ogni anno ospita un megabazaar natalizio di beneficenza. Attori: noi casalinghe disperate schierate con i grembiuli dietro un banchetto stracolmo di italian specialities da noi preparate, più alcune cose gentilmente offerte da vari ristoranti italiani della città. Lasagne, sughi, pizze, panini con la nutella, di tutto e di più. Obiettivo: vendere tutto a prezzi vergognosi e raccogliere più soldi possibile. Sub-obiettivo, battere il banchetto delle sudcoreane lì a fianco, che pare ci freghino ogni anno vendendo litri di limonata. E' la prima volta che partecipo a una cosa del genere. Io ho fatto un po' di pesto (e se pensate che trovare il basilico a Pechino sia semplice, beh, vi sbagliate di grosso). Ho anche dovuto prendere a schiaffi Bree, che pretendeva pestassi il tutto in un mortaio (naturalmente da cercarsi non so dove). Beh, in cinque ore veniamo presi d'assalto da chiunque. Tagliamo fette di pizza, incartiamo, prendiamo soldi, chiediamo cambi con la concitazione di una puntata di e.r. Ne succedono di ogni. La signora americana che mi ha chiesto la composizione della nutella. Il vegano che ha rifiutato il sugo alla puttanesca per via dell'acciuga. Due tizi orientali che si mettono a cantare 'o sole mio. Il pesto che va via a raffica, venduto in sette minuti. I cinesi che chiedono le bacchette per mangiarsi la lasagna. Tutti che vogliono pizzapizza. Il povero padre single con figlio a cui abbiamo rifilato 11 confezioni di sughi e quattro di pasta a un very special price. Alle tre chiudiamo esauste con 21.000 reminbi d'incasso (2300€). Qui sono tanti soldi. Da quando sono arrivata è la prima volta in cui mi pare di avere dato un senso alla mia giornata. Incidentalmente, è stato anche il giorno più ridicolo della mia vita.

5 commenti:

Donatella ha detto...

Ma che bello, un'altra casalinga che scrive dalla Cina, io scrivo su Splinder da qui non si apre, le gioie della censura, comunque ti lascio l'indirizzo e trono a leggerti presto!
Donatella
http://donnegolose.splinder.com

Mav ha detto...

Ciao Donatella, proverò a collegarmi anchi'io a presto

Daniela ha detto...

L'altro giorno ero alla settimanale riunione col gruppo di americani filo-italiani ai quali do' una mano ufficialmente per insegnar loro la lingua (col segreto secondo fine, invece, di vincere la mia personale nonche' sterile battaglia contro l'etichetta pizza-spaghetti-mandolino che pure io mi porto addosso, qua in esilio). Si faceva pratica di presentazioni. "mi-chiamo-x-ho-tot-anni-faccio-blah-blah-blah...". Mentre tentavo di dare l'esempio mi sono incartata sul punto in cui dovevo dire cosa facevo. Con sorriso di compatimento un tizio mi e' venuto in aiuto suggerendomi "housewife?". L'ho guardato con sincero stupore. Non avevo ancora realizzato di essere diventata tale. Ma non e' una malattia, vero? Posso stare tranquilla? In Italia, nella mia vita precedente, l'avrei quasi considerato un insulto, pensa te.

Mav ha detto...

Neanch'io finora sono mai stata una casalinga. Speriamo sia reversibile.

sergio ha detto...

quando tutto questo finirà e raccoglierai tutto in un libro, mi fai fare la copertina? ciao!